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La musica nelle aie

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XXI Festival di Musica Popolare di Forlimpopoli

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XXI FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE di FORLIMPOPOLI
23/27/28/29/30 AGOSTO 2015

b2ap3_thumbnail_bannersmp2015-resized.jpgUNA FESTA ITALIANA

Il rito, il cibo, la danza – le mille Italie e la cultura della festa

Nella tradizione Italiana ogni “Festa “comandata”, ogni momento importante dell’anno, sono accompagnati dalle proprie ritualità, i propri alimenti e, sempre, dalle musiche che ne scandiscono lo svolgimento.

L’attenzione del Festival di quest’anno è accentrata proprio sulla ricchezza e la varietà stilistica di questo patrimonio quasi infinito

 

IL PROGRAMMA COMPLETO

DOMENICA 23 AGOSTO 2015
TURISMO RURALE “LA NUOVA BROCCA”
Via Cepareto n. 15 47014 Meldola (FC)

L’Alba del Festival

Ore 6:24 (al sorgere del sole)

CONTRADA LAMIERONE

Immaginatevi un piccolo borgo, disperso in un angolo di mondo: poche case, malmesse, con i tetti in lamiera. Un posto scampato al progresso, dove non arrivano le frequenze radio e gli abitanti per scandire il tempo suonano strumenti e fischiettano melodie portate dal vento, o imparate da qualche vagabondo…

Programma: concerto con di seguito il buffet
Info e prenotazioni colazione: Tel. 0543.492510 – Cellulare 349 3701772
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Agli intervenuti sarà offerto un BUONO RIDUZIONE per i concerti del 28 e 29 Agosto a Forlimpopoli
GIOVEDì 27 AGOSTO
ROCCA DI FORLIMPOPOLI
ore 21,15

Ingresso Interi €5,50 Ridotti €3,50

Aspettando il Festival al Cinema

Come oramai da tradizione, il Festival di Musica Popolare propone una programmazione cinematografica di film scelti sulla base del tema del festival stesso e/o ispirati da un’importante impronta musicale.

SUGAR MAN

Un film di Malik Bendjelloul. Con Stephen Segerman, Dennis Coffey, Mike Theodore, Dan Dimaggio, Jerome Ferretti.
Titolo originale Searching for Sugar Man. Documentario, durata 86 min.

Vincitore del Premio Oscar® 2013 come Miglior Film Documentario

Sixto Rodriguez è un cantautore folk cresciuto nella Detroit degli anni ‘60. Nel 1969 viene scoperto in un club della città da Clarence Avant, produttore della Motown Records, già manager di Miles Davis e di li a poco di un giovanissimo Micheal Jackson. Nel ‘70 e nel ‘71 escono i primi due album, “Cold Fact” e “Coming From Reality”, che riscuotono ottime recensioni ma si dimostrano due clamorosi flop di vendita. L’etichetta abbandona Sixto che, deluso dall’insuccesso, lascia la chitarra e inizia a lavorare come operaio edile. Dopo quasi trent’ anni una telefonata dal Sudafrica cambia all’improvviso la sua vita. Sixto scopre che le sue canzoni sono state il simbolo della lotta all’Apartheid e che il suo nome è entrato nella storia della musica in quel lontano paese. Sugar Man è il racconto di una vicenda eccezionale che parla di speranza, di riscatto e della forza della musica.

 

VENERDì 28 AGOSTO

ROCCA DI FORLIMPOPOLI
alle ore 21,00

Ingresso Interi €10,00 Ridotti €8,00 Abbonamento 2 Serate 28+29 Agosto €15,00

 In Collaborazione con Li UcciFolk Festival e Mei

Concerto dei VINCITORI DEL PREMIO SPECIALE SCUOLA DI MUSICA POPOLARE selezionati fra i partecipanti alLiUccifolkcontest

TRAMAS (Sardegna)

I Tramas sono un trio acustico formato da Chuva (voce, piano ), Alessandro Pulloni (chitarra acustica) e Stefano Mulas (basso).

La collaborazione fra i tre musicisti nasce nel 2012, quando decidono assieme di dar vita a un progetto musicale che va oltre le distinzioni di genere e stile. Tramas, dopotutto, significa “intrecci”, ed è tale difatti quello che il gruppo cerca sempre di realizzare, mescolando forme e contenuti musicali fra loro spesso distanti

Il linguaggio utilizzato nei testi non fa capo a un unico dialetto. L’idea è quella di una sorta di “lessico familiare”; un ibrido nato dall’esperienza eterogenea della lingua sarda come è stata vissuta dalla cantante stessa, attraverso i contesti e tutte le persone incontrate nel proprio percorso, così da farli confluire in un idioma “autobiografico”, intimo e personalissimo. Un bagaglio di parole, di ricordi e di influenze, in cui spiccano maggiormente il dialetto paterno, quello ‘campidanese’ del capoluogo sardo, sua città natale. E non meno il dialetto dei nonni materni, quello verace di Ballao, piccolo paese del Gerrei, dove ha avuto modo di vivere per sei anni, familiarizzando con i suoni e le peculiarità di quel preciso “vocabolario” dialettale.

I Tramas nel 2014 sono tra i 10 finalisti della 7° Edizione del PREMIO ANDREA PARODI, tenutosi a Cagliari presso il Teatro Auditorium Comunale.
Voce, piano – Chuva
Basso – Stefano Mulas
Chitarra – Alessandro Pulloni

 

Ore 22:00

MUSICANTI DEL PICCOLO BORGO
“Sempre Musicanti” concerto per i 40 anni dei Musicanti del Piccolo Borgo

“…nel sentire queste melodie si intuisce il peso del loro lavoro di ricerca che è quello di farci ascoltare il mondo poetico di persone da noi mai conosciute ed incontrate e di salvare in qualche modo dal tempo ciò che il tempo ingoia.”

I “Musicanti del Piccolo Borgo” possono essere considerati una formazione storica del folk revival italiano. Il gruppo si è infatti costituito alla metà degli anni Settanta, con l’intento, che rimane immutato, di recuperare e riproporre il patrimonio della tradizione musicale popolare dell’Italia centro-meridionale. I “Musicanti” hanno perciò svolto, particolarmente nel primo periodo della loro attività, una serie di ricerche sul campo, soprattutto nel Molise e nel Lazio, che hanno prodotto un’ampia documentazione del repertorio musicale tradizionale; queste iniziali campagne di registrazione etnofonica si sono poi trasformate in un più generale contatto con la cultura contadina, e quindi in una conoscenza più profonda non solo degli esempi, ma anche dei modi e dei significati dell’espressione musicale all’interno di quella cultura.

Uno dei settori nei quali i “Musicanti del Piccolo Borgo” si sono più impegnati nel corso della loro lunga attività è quello dell’organologia, con l’apprendimento e l’uso degli strumenti più strettamente legati al nostro mondo agropastorale, come il piffero, la zampogna, la chitarra battente, l’organetto e, recentemente, il “bufù”, il grande tamburo a frizione molisano. Il repertorio proposto dai “Musicanti del Piccolo Borgo” comprende tutte le forme musicali tradizionali tipiche dell’Italia centro-meridionale, dalle ninne nanne agli stornelli, dai canti religiosi ai saltarelli e alle tarantelle, e presenta, in una rispettosa rielaborazione, che ne permetta la fruizione anche in contesti diversi da quello originario, sia testi e melodie frutto della ricerca sul campo, sia brani tratti dalla discografia esistente. I”Musicanti”, nei CD pubblicati, ed ancor più nei concerti, vogliono infatti realizzare un viaggio attraverso i suoni, innanzitutto, della tradizione molisana e laziale, ma anche, superando confini spesso culturalmente poco consistenti, di quella campana, lucana, pugliese, calabrese, siciliana. Di ciò, e della varietà di colori e di impatto sonoro, è testimonianza anche l’elenco degli strumenti utilizzati: mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra, chitarra battente, chitarra basso, piffero, zampogna(a chiave e alla zoppa, surdulina), flauto dritto, violino, organetto (a due, quattro e otto bassi), castagnette, traccole, tamburi e tamburelli (campani, pugliesi e calabresi), “bufù” molisano.

 Elvira Impagnatiello : voce, chitarra;
Silvio Trotta: mandolino, mandoloncello, chitarra battente, voce;
Stefano Tartaglia : flauto dritto, piffero, voce;
Alessandro Bruni : chitarra, basso acustico, bufù
Mauro Bassano: organetto; zampogna
Gianmichele Montanaro: tamburelli

 

SABATO 29 AGOSTO

ROCCA DI FORLIMPOPOLI
alle ore 21,00

Ingresso Interi €10,00 Ridotti €8,00 Abbonamento 2 Serate 28+29 Agosto €15,00

LUCILLA GALEAZZI

Festa italiana

Voce di luminosa bellezza e potenza, Lucilla Galeazzi è una delle artiste di riferimento nell’ambito della ricerca e della valorizzazione della musica tradizionale dell’Italia centrale.

Porta a Forlimpopoli lo spettacolo “Festa Italiana”, tratto dal suo ultimo disco, che sta raccogliendo successi in tutta Europa dopo aver trionfato, nel Marzo scorso, sul palco della prestigiosa Carnegie Hall di New York.

Nel calendario popolare italiano hanno grande spazio due feste laiche di antichissima origine, il Carnevale e il Maggio, cui si aggiungono nell’otto/novecento la Festa del Lavoro (1° maggio) e nel dopoguerra la Festa della Resistenza (25 aprile). Queste feste rappresentano l’evoluzione di riti antichissimi legati al trascorrere dell’anno e all’arrivo della primavera, il cui profondo valore apotropaico, erotico, purificante e rigenerante ha dato vita a ricchi repertori di canti, musiche, serenate e danze. “Festa Italiana” riunisce queste musiche in un uno stesso spettacolo per presentarle in tutta la loro dirompente carica vitale, che risveglia i cuori e scalda il sangue, dando la forza per affrontare un nuovo, lungo anno.

Lucilla Galeazzi è sul palco con voce, chitarra, nacchere, accanto a grandissimi musicisti: C’è la cosa bellissima dei tamburi a cornice di Carlo Rizzo che è un funambolo, la nyckelharpa di Marco Ambrosini che suona in una maniera sontuosa, e la fisarmonica di Francesco Turrisi. Quest’ultimo è un musicista che ha attraversato vari universi musicali, ha studiato pianoforte per passare poi alla fisarmonica, con L’Arpeggiata suona il clavicembalo jazzando un po’ ora, e ultimamente si è trasferito in Irlanda dove ha dato vita ad alcuni gruppi che fanno musiche di passaggio, mescolando musica araba e irlandese, con l’aggiunta di qualche elemento di tradizione italiana. Insomma è un musicista multiforme che ha raccolto influenze da direzioni differenti. C’è poi Kevin Sedikki, che è un meraviglioso chitarrista nonché arrangiatore e compositore, con alle spalle una grande esperienza in ambito jazz. Il contrabbasso lo suona Leonardo Teruggi, un artista che ha tutto perché è nato a Parigi da genitori argentini fuggiti dalla loro terra per le note ragioni, e tra l’altro la sorella del papà fu uccisa dal regime dei colonnelli, ed è una desaparesida. I suoi genitori hanno origini italiane e quindi a casa sua si parlava anche la nostra lingua, ma lui parla anche lo spagnolo, il francese, e ovviamente l’inglese che è ormai d’obbligo.

Lucilla Galeazzi voce, chitarra, nacchere
Carlo Rizzo tamburi a cornice
Marco Ambrosini nyckelharpa
Angela Ambrosini nyckelharpa
Francesco Turrisi fisarmonica
Leonardo Teruggi contrabbasso
Kevin Seddiki chitarra

 

DOMENICA 30 AGOSTO
CIRCOLO BEVITORI LONGEVI
Via del castello
Forlimpopoli

 alle ore 22:00
Ingresso gratuito con tessera Arci

 L’ASINO E IL FIORE

La domanda che tutti ci fanno è: “Ma chi è l’asino e chi è il fiore?”

Beh, la risposta è semplice, nessuno dei due!! Tutti siamo un po’ asini e un po’ fiori…

Siamo asini perché da sempre siamo obbligati a piegare la schiena e a lavorare sodo, senza rispetto, senza diritti e spesso ci sentiamo chiamare stupidi, ignoranti e ci mettono due orecchie in testa per umiliarci di fronte agli altri, senza sapere però, quanto gli asini in realtà siano esseri meravigliosi, intelligenti e dolci. Ma nonostante questo continuiamo a restare umili, semplici, come può esserlo un piccolo fiore appunto, che con la sua semplicità però sa raccontare la bellezza.

Ed è la voglia di raccontare questa bellezza, questa umiltà e questo desiderio di giustizia, di rispetto e di libertà, che nel 2011 fa nascere nella mia testa (Io sono Kurry) e in quella di Alberto l’idea di questo duo acustico, il cui intento principale è raccontare storie che portino con se sentimenti, emozioni, idee e non solamente parole gettate a caso sulla carta ed accompagnare il tutto con una musica ricercata e accattivante. E allora alle chitarre di Alberto, al suo Dobro, Banjo, Ukulele e Mandolino mescoliamo le mie, le percussioni suonate con i piedi e la mia voce per cercare di creare immagini anche con la musica, oltre che con le parole, a creare un insieme di forme e colori che possa permetterci di catturare chi ci ascolta, così da poterlo accompagnare attraverso le nostre canzoni, nel nostro mondo.

Signore e signori, bambine e bambini ecco a voi: L’ASINO E IL FIORE!

 

DURANTE IL FESTIVAL
Forlimpopoli, Centro Culturale Polivalente, Piazza Fratti
28/29 agosto dalle 20,00 alle 24,00

MOSTRE

LA SCUOLA ED IL FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE
1986 / 2015 XXIX anni di internazionalismo

a cura di Marco Tadolini

 

WORKSHOP

Giovedì 27 Agosto
Lucilla Galeazzi: IL CANTO TRADIZIONALE ITALIANO DALLE ALPI ALLE MADONIE

Domenica 30 Agosto
Carlo Rizzo: TECNICHE TRADIZIONALI E MODERNE DEI TAMBURI A CORNICE

 

Direzione artistica:
Marco Bartolini
Marco Tadolini

per Scuola di Musica Popolare Forlimpopoli

PROMOZIONI

METTI IN CIRCOLO CULTURA 2015

In collaborazione con Cinema Teatro Verdi
JCE NETWORK FESTIVAL
MAF – Museo Archeologico T.Aldini
Fondazione Ravenna Antica
Circolo Arci Bevitori Longevi

Acquista un ingresso presso:

Arena Cinema Verdi di Forlimpopoli http://www.cinemaverdi.it/

durante tutta la programmazione dell’Arena e conserva il biglietto.
Presentandolo alla biglietteria del JCE Network Festival e del festival di Musica Popolare, avrai diritto ad un ingresso ridotto

Conserva il biglietto del Festival di Musica popolare, presentandolo alla biglietteria del « Cinema Verdi » di Forlimpopoli avrai diritto ad un ingresso ridotto.

Conserva il biglietto del Festival di Musica popolare , ti darà diritto ad un ingresso ridotto al MAF – Museo Archeologico T.Aldini alla tariffa ridotta di 2€ anzichè 4 € ed ad un ingresso cumulativo ridotto a 5 € anzichè 7 € ai 3 siti gestiti dalla Fondazione Ravenna Antica che si trovano a Ravenna: Domus dei Tappeti di Pietra,Museo del Mosaico TAMO, Cripta Rasponi e Giardini Pensili (per info:www.ravennantica.it)

 

Conserva il biglietto del MAF – Museo Archeologico T.Aldini e dei 3 siti gestiti dalla Fondazione Ravenna Antica che si trovano a Ravenna: Domus dei Tappeti di Pietra,Museo del Mosaico TAMO, Cripta Rasponi e Giardini Pensili (per info:www.ravennantica.it)
Presentandolo alla biglietteria del JCE Network Festival e del festival di Musica Popolare, avrai diritto ad un ingresso ridotto

Nel periodo 28/29/30 Agosto, il biglietto d’ingresso al Festival da diritto ad una riduzione del 10% sulle consumazioni al Circolo Arci Bevitori Longevi

RISTORAZIONE
Durante le serate del 28 e 29 Agosto saràa attivo all’interno dell’area Festival un servizio di Bar e ristorazione veloce dedicato.

 

Il Festival di Musica Popolare di Forlimpopoli è organizzato da:
Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli
JCE Network Festival
Scuola Musicale Dante Alighieri di Bertinoro

 

Con il Patrocinio ed il Contributo di
Regione Emilia-Romagna
Provincia di Forlì-Cesena
Comune di Forlimpopoli
In collaborazione con:
Li Ucci Folk Festival
Romagna Musica Soc. Coop.
MAF – Museo Archeologico T.Aldini
Fondazione Ravenna Antica
Circolo Arci I Bevitori Longevi
Cinema Teatro “Verdi” Forlimpopoli (Gestione Vitali)
Percorsi di entusiasmo in Romagna
Turismo Rurale La Brocca

Media partner:
#nuovoMEI2015
LA MUSICA NELLE AIE – CASTEL RANIERO FOLK FESTIVAL

 

Info e programmi dettagliati: www.musicapopolare.net – www.bertinoromusica.it
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel: +39 338 3473990 – +39 0543 444621
Skype: musicapopolare

 

RIPARTIAMO DALL’ ITALIA

Il giro di boa dei 20 anni di festival è compiuto. Quando, alla decima edizione, la direzione artistica passò da Franco Dell’Amore alla Scuola di Musica Popolare, volemmo mantenere la tematicità come caratteristica del festival forlimpoplose: non un festival folk qualunque (dei quali l’Italia brulica in estate) ma una rassegna che annualmente affrontasse un tema preciso.

La prima edizione svoltasi sotto la nostra egida (Poeti, Santi, Navigatori 1) fu all’insegna del “ricominciamo dall’Italia”, dopo anni dedicati ai monti appalachi, ai villaggi,artici, agli aborigeni australiani, al tango e flamenco, alle tribù dell’Africa nera.

Negli anni seguenti, l’internazionalità e l’internazionalismo hanno continuato a caratterizzare il nostro festival; una scelta precisa in tempi di grandi migrazioni, crisi identitarie, emergenze separatiste ecc ecc. nella consapevolezza che lo scambio e il confronto tra esperienze musicali tanto distanti tra loro, certo non risolverà questi problemi, ma senz’altro sarà una goccia sparsa a sostegno del dialogo, della solidarietà, del confronto.

Inizia un nuovo ventennio di festival forlimpopolese? Non mettiamo carri davanti a buoi: di questi tempi è già un miracolo essere ancora qui a riuscirci; ma andiamo avanti con coraggio e entusiasmo e ricominciamo appunto dalla nostra italietta.

Italietta molto lunga, dove ogni regione, ogni zona, addirittura ogni vallata serba un patrimonio musicale popolare da fare invidia al mondo.

Questa terra che ha avuto da sempre, nella festa, il momento identitario fondamentale e irrinunciabile. Il rituale popolare del quale non si può fare a meno.

Si è festeggiato durante le guerre, dopo le guerre, nelle carestie, nelle vendemmie e nella pesca, nei tempi di vacche grasse e di vacche magre.

Si festeggia oggi in un momento tragico di crisi per questa Europa che presenta al mondo intero le proprie tragedie interne. Eppure, puntualmente, la gente reagisce festeggiando.

Non c’è mai stato periodo cupo dove siano finiti i pretesti, “le scuse” per rinnovare il rituale della festa, anche quando fuori dall’uscio il clima politico era gramo e il piatto in tavola era molto scarso.

Nella festa si celebra un rituale esorcistico, si dimentica per un po’, ci si autoconvince, ci si riorganizza e comunque ci si racconta e, in ultima analisi trionfa il “canta che ti passa”.

Cito Paolo Toschi, che nel bellissimo volume “Il Folklore” (Touring Club Italiano, 1967, Conosci l’Italia vol XI), dice ”…. molte usanze e credenze di queste feste sono ispirate alla primitiva tradizione che in quei giorni fatidici le forze soprannaturali, come la fortuna, gli spiriti benigni e maligni, e i vari elementi, agiscano al massimo della loro potenza; condizione favorevole per auspici”……

Dopo anni di esterofilia, il festival di quest’anno propone due situazioni storiche, scelte tra i protagonisti e i pionieri in Italia del fenomeno del cosiddetto folk revivial, e un gruppo invece scelto tra i nuovissimi.

Lucilla Galeazzi è la voce per eccellenza della ricerca etnologica – folclorica italiana. Inutile riassumere in due parole la sua bravura e genialità: caratteristiche comunque che dagli anni ’70 (quando esordiva con Giovanna Marini) l’ hanno portata a creare collaborazioni tra gli indigeni portatori di repertori tradizionali e i più grandi geni della musica etnica e contemporanea, incluso Roberto De Simone, Luciano Berio, Gian Luigi Trovesi, Sergio Rendine, solo per citare alcuni mostri sacri.

I musicanti del Piccolo Borgo da oltre trentacinque anni sono i protagonisti della “ricerca sul campo” non archiviata in museali pellicole ammuffite a forte rischio di smagnetizzazione, ma fatta rifiorire attraverso la loro magistrale riproposta musicale. Strumentario, suoni e testi popolari del centro sud, volano dalle ultimissime nicchie di conservazione originale al palco scenico amplificato, con totale rispetto, competenza, perizia interpretativa e esecutiva.

Infine il trio Tramas ci svelerà il progetto di una nuovissima formazione sarda, che si presenta in lingua madre, riproponendo quindi la questione della perdita o rivitalizzazione originale di quella immensa banca dati che è il repertorio dei testi, delle danze, dei suoni della musica popolare.

Marco Bartolini – Marco Tadolini

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Guest Sabato, 07 Dicembre 2019