Anno dopo anno “La Musica nelle Aie – Castel Raniero Folk Festival” cresce: non così tanto da snaturarsi, abbastanza da fare in modo che sempre più curiosi ne siano attratti e sempre più artisti partecipino alle selezioni. L’idea di fondo è sempre la stessa: coinvolgere i più di venti selezionati – tra solisti e gruppi – lungo un percorso di cinque chilometri sulle colline faentine, invitando giurati e pubblico ad un ascolto itinerante e partecipativo. Il tema di fondo è, ovviamente, il folk, ma come ogni anno si tratta di un criterio di valutazione di massima, di una questione di attitudine, così che non suona strano vedere tra i gruppi segnalati Musica Spiccia, orchestra di quaranta elementi che vede adulti e bambini fianco a fianco (qualcuno si ricorda della Portsmouth Sinfonia), così come i forlivesi Tziganotcha, con repertorio tra Balcani, klezmer e Sud Italia. Quello dei Balcani e dell’attigua mitteleuropa pare essere il leit motiv di questa edizione, con buona pace della dilagante xenofobia da fazzoletto verde, visto che ad aggiudicarsi la vittoria sono Roberto Durkovic e i fantasisti del Metrò (gruppo nato dall’incontro tra il cantautore di origine praghese e alcuni musicisti rom nella metropolitana di Milano), eclettici e “paraculi” nel miglior senso possibile. Chiudono la parata dei gruppi segnalati Francesco Sossio Sacchetti, il cui sax mediterraneo ben si sposa agli strumenti della tradizione pugliese, e i Geneviève, con il loro agile jazz folk, mentre la celebrazione della chiusura della manifestazione è affidata Alexian Santino Spinelli, autorità della musica rom in Italia, il cui show coinvolgente ci ha fatto credere che la Lega fosse semplicemente un brutto sogno.
Alessandro Besselva Averame – Fuori dal Mucchio