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I ritmi della musica folk hanno invaso per tre giorni castel raniero. Oltre diecimila persone, solo domenica, hanno partecipato alla musica nelle Aie. Una manifestazione che sempre più sta conquistando pubblico non solo faentino, ma da ogni angolo d’Italia a sentire i diversi dialetti che si incrociavano domenica lungo la salita. In effetti la manifestazione su uno dei luoghi più belli e panoramici della città alla sua nona edizione comincia ad assumere connotati di evento, uno di quelli che accomuna territorio, offerta gastronomica e dei prodotti tipici di qualità e ambiente con il filo conduttore della musica, elemento che sempre maggiormente sta connotando il faentino. La formuna è semplice: buona musica, mangiar bene, inizitive sportive e Castel Raniero a fare da cornice. Tutto questo è legato dalla voglia di fare degli organizzatori e dei tanti volontari che sino a ieri mattina erano all’opera per riportare il colle alla tranquillità di sempre. Lo spettacolo offerto domenica pomeriggio era unico: fiumi di famiglie con passeggini e bici e tanti ragazzi che, complice la musica accattivante, ballavano per strada e nei cortili a più non posso tra fiati, strumenti a percussione e violini. Una formula ed un successo che comincia a fare pensare agli organizzatori a qualcosa di più di una festa, cioè ad un vero momento importante per il pubblico e più in generale per la città, una risorsa economica. Un po’ per quello accaduto negli anni in Salento con la Notte della Taranta che da festa di musica popolare è ormai diventata punto di riferimento per la musica folk.
“Abbiamo avuto una fortuna sfacciata con il bel tempo, dopo una settimana disastrosa” dice Quinan, al secolo Pietro Bandini,uno degli organizzatori, residente a Castel Raniero. Qual’è la formula vincente della Musica nelle Aie? “Musica folk qualitativamente molto alta e i prodotti tipici, il tutto in un posto fantastico. Abbiamo ricevuto telefonate da gruppi musicali e da semplici persone interessate a vivere l’evento un po’ da tutt’Italia, Sicilia, Ventimiglia, Val d’Aostsa, giusto per dirne alcune, che chiedevano rassicurazioni sul tempo. Da quest’anno poi la Musica nelle Aie ha allacciato collaborazioni importanti con l’etichetta discografica faentina Galletti-Boston, da sempre impegnata nella valorizzazione della musica folk, con il MEI e con la Scuola di musica popolare di Forlimpopoli, una stretta tra organismi leader nel settore della musica che ha portato ad eventi come Romagna nosta, Aie d’Italia e il rpogetto musicale di Massimo Bubola”.
Impeccabile la logistica con il servizio navetta che ha fatto la spola dal PalaCattani a Casel Raniero.
Da segnalare infine lo scopo benefico dell’euro chiesto all’ingresso: l’intero ricavato sarà doato, nei prossimi giorni, ad una missione in Madagascar. Per la cronaca, trai 24 gruppi il premio del pubblivo ‘Valfrutta’è andato ai Bruti e Boi di Taggia, il premio della giuria ‘Galletti-Boston’ ai Marcabru di Forlimpopoli.

Il Resto del Carlino

Il desiderio di dare spazio alla musica che parla di terra ha portato alla nascita di questo folk festival che ha assunto in pochi anni una dimensione nazionale.
I musicisti che suonano folk nella sua accezione più ampia trovano aie, strade e campi dove suonare in aperta campagna, nel verde delle colline di Castel Raniero. L’atmosfera che si crea è davvero unica e si va dalla sensazione della festa rurale che si crea in un’aia tra balli e vino alla meravigliosa dimensione solitaria della musica che vaga tra i vigneti e i campi di grano. È davvero possibile unire queste musiche con i boschi e le colline, la terra e i contadini, il vino e la gastronomia romagnola. Tutto questo è reso possibile grazie a organizzatori, musicisti, volontari e pubblico che partecipano allo stesso desiderio di ritrovare armonia e unità con la terra

Partecipanti 2010
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